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206 - Siero ed urine: osmolalità calcolata o osmolalità misurata?

Autore/i: V. Bianchi, P. Bidone, C. Arfini

Rivista: RIMeL - IJLaM, Vol. 5, N. 3, 2009 (MAF Servizi srl ed.)

Pagina/e: 206-11

Riassunto
Premesse. Numerose sono le condizioni cliniche in cui è necessario conoscere l’osmolalità del siero o delle urine. Di solito si usano formule matematiche derivate dalla misurazione di sodio, glucosio ed urea, facilmente determinabili su apparecchiature automatizzate. Il metodo di riferimento per la misura dell’osmolalità è quello che prevede la misura dell’abbassamento del punto di congelamento di una soluzione rispetto all’acqua, che può essere effettuato con un osmometro. Scopo di questo lavoro è valutare se l’osmolalità calcolata possa vicariare la misura diretta sia nel siero che nelle urine. Metodi. Sono state scelte 7 delle principali formule della letteratura e sono state utilizzate per il calcolo della osmolalità rispetto all’osmolalità misurata direttamente su 116 sieri e 94 urine. I risultati sono stati confrontati con metodi statistici e ne è stata valutata la correlazione. Risultati. Ad esclusione di alcune formule, l’osmolalità calcolata risulta sempre inferiore a quella misurata sia per siero che per urina. Questo si spiega con il fatto che molti analiti contribuiscono all’osmolalità dei liquidi biologici. Le correlazioni tra osmolalità calcolata e misurata sono scarse per il siero, mentre sono buone per le urine, qualsiasi formula si utilizzi. Conclusioni. Pur disponendo di numerose formule matematiche nella letteratura scientifica, per valutare in modo corretto il paziente è sempre raccomandabile la misura diretta dell’osmolalità.

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